ALCUNE CARATTERISTICHE DELL’OFFERTA AGRITURISTICA

Vademecum per l’operatore e per il turista

L’offerta d'ospitalità

L’ospitalità in azienda può essere offerta in appositi locali ovvero in spazi aperti.

Ospitalità nei locali aziendali

Ciascun'azienda può utilizzare un massimo di 10 camere per una capacità ricettiva di 30 posti letto 3, nel caso di aziende associate si può arrivare ad un massimo di 30 camere e 70 posti letto.

Gli alloggi destinati alle attività agrituristiche devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico sanitarie previste dal regolamento igienico edilizio comunale per i locali di civile abitazione.

Requisiti minimi:

·        Acqua corrente

·        Riscaldamento nei locali comuni e in almeno il 50% delle camere (tranne per gli esercizi che prevedono la sola apertura estiva)

·        Superficie minima delle camere 14 mq . se a due posti letto e 9 mq. Se ad un posto letto

·        Bagni comuni completi (lavabo, vasca da bagno o doccia, bidet, wc con cacciata d’acqua) almeno uno ogni 6 persone ivi comprese le persone appartenenti al nucleo familiare o conviventi (ove non sia possibile usufruire dei servizi esistenti è ammesso installare idonei manufatti prefabbricati)

·        Apparecchio telefonico a disposizione dei clienti o, nel caso di impossibilità di allacciamento telefonico, radiotelefono o similari

·        Sala comune per il soggiorno e la somministrazione degli alimenti

·        Deposito e/o magazzino

Ogni azienda sarà classificata, in base ai requisiti posseduti, da parte dell’Azienda Autonoma Provinciale per il Turismo utilizzando criteri specifici per le aziende agrituristiche (vedi normativa )

Restauro degli edifici

La Legge regionale per l’agriturismo concede degli aiuti per il recupero del patrimonio edilizio rurale destinato alle attività agrituristiche.

Gli interventi di restauro e sistemazione dei fabbricati rurali dovranno essere realizzati nel rispetto delle caratteristiche tipologiche ed architettoniche originarie utilizzando i materiali tradizionali della zona. In base alla L.R. n. 71 del 1978 sono possibili diversi ordini d'intervento:

·        Manutenzione ordinaria sulle finiture degli edifici tramite riparazione, rinnovo e sostituzione, installazione e ripristino di impianti termici e telefonici

·        Manutenzione straordinaria che comprende opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire anche parti strutturali degli edifici, nonché per la realizzazione e l’integrazione dei servizi igienico-sanitari e tecnologici nel rispetto dei volumi e delle superfici delle singole unità immobiliari

·        Restauro e risanamento conservativo con interventi di consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, nonché. Eliminazione degli elementi estranei al complesso edilizio

·        Gli edifici devono essere privi di barriere architettoniche (L. 118/79) in modo da rendere fruibile ai cittadini non deambulanti almeno il piano terra (per l’abbattimento delle barriere è possibile accedere ad aiuti comunitari)

Ospitalità in spazi aperti

Ci si riferisce in questo caso al cosiddetto agricampeggio che è definito come la sosta di un limitato numero di persone munite di propri ricoveri (roulotte, camper, tende) su un fondo agricolo dotato, a questo fine, di servizi essenziali.

L’articolo 2 della L.R. n.25/94 definisce e regola questo particolare aspetto e considera attività agrituristica anche l’offerta di ospitalità in appositi spazi aperti, nell’ambito dell’azienda, a campeggiatori.

Le aziende che raggiungono una superficie non inferiore a due ettari possono organizzare una o più aree aperte per consentire la sosta di massimo 5 equipaggi (con tende, roulotte, camper e simili) e con una capacità ricettiva massima di 20 persone. Per le aziende associate e le cooperative è consentito che la capacità ricettiva sia elevata proporzionalmente al numero di aziende associate, con un massimo di 20 equipaggi e 50 persone.

I contributi previsti riguardano:

·        realizzazione di piazzole di sosta di estensione non inferiore ai 60 mq. E non superiore ad 80 mq, per ciascuna piazzola ivi compreso lo spazio per l’auto

·        Impianto di prevenzione incendi secondo le norme vigenti

·        Illuminazione a norma CEI con punti luce atti a consentire a fruizione della viabilità

·        Bordure con siepi per delimitare le piazzole

·        Installazione di un wc e di una doccia ogni 5 ospiti

·        Le aree attrezzate devono essere sprovviste di barriere architettoniche

ADEMPIMENTI DI LEGGE

L’agriturismo è regolamentato da una legge nazionale di riferimento (legge n.730 del 5/12/1985). Le singole regioni hanno poi specificato, con proprie leggi, l’esercizio dell’agriturismo nell’ambito dei rispettivi territori.

La regione Siciliana ha emanato nel 1994 la legge n.25 "Norme sull’agriturismo".

Successivamente, alla legge 25 hanno fatto seguito disposizioni applicative varie oggi sostituite dalla circolare n. 239 del 23/7/1997 e dal D.A. 967 del 14/6/97.

Secondo il quadro normativo vigente, possono svolgere attività agrituristica:

imprenditori agricoli, singoli od associati (Art.2135 C.C.), imprese familiari e loro componenti e cooperative costituite anche allo scopo di svolgere attività agrituristica.

Chi intende svolgere attività agrituristica deve richiedere il nulla osta all’Ispettorato provinciale dell’agricoltura (IPA).

Ricevuto il nulla osta si presenta al Comune in cui ricade l’azienda, la richiesta d'autorizzazione comunale.

Se la richiesta è accolta, il Sindaco rilascia un’autorizzazione che abilita all’esercizio dell’agriturismo con l’indicazione delle attività possibili.

Per chi offre ospitalità in alloggi è obbligatoria la classificazione delle aziende agrituristiche da richiedere all’Azienda Autonoma per l’Incremento Turistico.

OBBLIGHI DEGLI OPERATORI AGRITURISTICI

Gli operatori agrituristici hanno l’obbligo di (art.9 L.R.25/97):

·        esporre al pubblico l’autorizzazione e la lista dei prodotti e dei servizi offerti con i relativi prezzi;

·        rispettare i limiti e le modalità indicate nell’autorizzazione e le tariffe;

·        tenere il registro delle presenze (oggi sostituito dalle schede di notifica che vanno consegnate entro 24 ore all’Autorità di Pubblica Sicurezza;

·        comunicare al Sindaco, entro dieci giorni, la cessazione o la sospensione dell’attività;

·        praticare l’offerta agrituristica per almeno 90 giorni l’anno.

Il Comune che ha rilasciato l‘autorizzazione verifica il rispetto di tali obblighi.

Quando è riscontrata una violazione alle norme suddette, il Sindaco sospende l’autorizzazione che, in alcuni casi, può essere revocata.

VIGILANZA E SANZIONI

Presso gli Ispettorato provinciali dell’Agricoltura (IPA) è depositato un elenco pubblico degli operatori in possesso della necessaria autorizzazione comunale per svolgere attività agrituristica.

L’IPA ha il compito di effettuare verifiche triennali, ma anche occasionali, alle aziende autorizzate per verificare il mantenimento dei requisiti necessari per il rilascio del Nulla Osta; inoltre, può anche richiedere all’AUSL una verifica delle condizioni igienico-sanitarie.

Nel caso in cui l’IPA accerti la perdita dei requisiti (quindi la violazione agli obblighi previsti dalla legge), revoca il Nulla Osta e nè da immediata comunicazione al Sindaco.

Il Sindaco provvede ad annullare l’autorizzazione comunale e ad applicare le sanzioni amministrative, da lire 1.500.000 a lire 3.000.000, previste dalla legge (comma 2 art. 14 LR 25/94). La revoca del nulla Osta o dell’autorizzazione comunale impone all’operatore di restituire gli eventuali contributi regionali di cui ha beneficiato. Per chi utilizza terminologie che richiamano, in qualsiasi modo l’agriturismo per indicare la propria attività, pur non essendo autorizzato a farlo, è prevista una sanzione amministrativa da lire 5.000.000 a lire 10.000.000.

Per l’applicazione delle sanzioni valgono le norme previste dalla Legge 689 del 24 novembre 1981.

(Sintesi dal volume "Vademecum dell’operatore agrituristico" realizzato dall’Assessorato Agricoltura e Foreste, Servizi allo Sviluppo)